Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso.....

Pablo Neruda





domenica 5 dicembre 2010


KORA NATALIZIA

COMINCIAMO PER TEMPO....

MARIO RIVA



LORENZO JOVANOTTI



RENATO CAROSONE


PEPPE BARRA



NEI PROSSIMI GIORNI IL BUON NATALE DEGLI ALTRI GRANDI.....


ALBERO DI NATALE(27 METRI) 2010

SALERNO PIAZZA PORTANOVA

IL VIDEO SI RIFERISCE ALLO SCORSO ANNO MA LE PAROLE DEL SINDACO VINCENZO DE LUCA VANNO BENE ANCHE PER QUEST'ANNO

GIGI PROIETTI E' STATO NEI GIORNI SCORSI A SALERNO PER DIRIGERE LA REGIA DI UNA STREPITOSA "CARMEN" AL TEATRO VERDI.

sabato 4 dicembre 2010


(Foto Maria Serritiello)


A Salerno “Luci d’Artista” edizione 2010
Sabato 04 Dicembre 2010 00:00 Scritto da Maria Serritiello

Da qualche anno, precisamente dal 2006, a Salerno, il Natale arriva prima del 25 dicembre e finisce oltre l’Epifania. Non è uno stravolgimento del calendario ma solamente le luci d’artista che si accendono per illuminare la città dal 5 Novembre, subito dopo il buio della celebrazione dei Morti, per spegnersi, lasciando intatte le soffuse atmosfere dei lampioni, oltre la metà di gennaio. L’iniziativa “Luci d’Artista” nasce dalla collaborazione della città di Salerno con il comune di Torino, dove da oltre dieci anni le istallazioni d’autore di arredo urbano, sono un’attrattiva turistica e commerciale. Così ha inteso fare il Sindaco Vincenzo De Luca per Salerno, la città che più di ogni altra d’Italia, se non d’Europa, ha rivoluzionato il suo assetto urbanistico, ad opera di archi star, tra i più famosi nel mondo. Nelle intenzioni del primo cittadino c’è una Salerno di vocazione turistica, per le sue bellezze naturali e per il dignitoso patrimonio storico- culturale e le luci d’artista, che ogni anno richiamano migliaia di visitatori, gli stanno dando ragione.



In città ogni cosa è illuminata, ogni angolo è acceso dall’arte dei creativi che quest’anno, per l’arredo luminoso, si sono dati come tema: “ Stelle, pianeti e il giardino incantato”. 23 km di illuminazione che vanno dal bellissimo rettifilo del Corso, agli intricati vicoli del Centro Storico, dal trafficato Corso Garibaldi, alla popolosa zona di Pastena e Mercatello, dalla commerciale Via Irno, alla parallela di Via Luigi Guercio, da Via Nizza e Via Diaz, al Rione Carmine e Zona di Fratte. Le luci serpeggiano ovunque, sui folti alberi, nelle vetrine e sulle palme superstiti alla falcidia del punteruolo rosso. Piazza Sant’Agostino, poi, scintilla luminosa di asinelli, unicorni e draghi volanti, mentre a Largo Campo, sulla facciata del ‘700 di Palazzo Genovese, si racconta una favola di luci a vario colore, con accensione intermittente. Ed infine due sono i maggiori luoghi di attrazione, affollati fino all’inverosimile, ad ogni fine settimana: la Villa Comunale e Piazza Flavio Gioia, ma che tutti i salernitani chiamano “La Rotonda”, per via della forma arrotondata dei palazzi. In questi due luoghi i creativi si sono superati, rendendo la Villa Comunale magica ed incantata, come le favole dei bambini e la Rotonda, invasa da un sole enorme, che illumina, riscalda e sovrasta sanguigno ogni cosa.



Salerno, l’oasi invidiata della Campania, vuole stupire a tutti i costi per eccellenza e virtuosismo ed ecco che il 4 dicembre innalza ed accende, nella Piazza Portanova, l’albero di Natale più alto d’Europa, contemporaneamente alla sistemazione, nella zona orientale di un’enorme slitta luminosa, con in groppa Babbo Natale. Un cordone luminoso, quello delle luci d’artista, che per tre mesi impacchetta sfavillante la città, racchiudendo in essa: eventi vari, fiera natalizia, animazione di strada, mostre di presepi, esposizione del tradizionale presepe del Maestro Carotenuto ed infine il concertone di fine anno nella costruenda Piazza della Libertà, con Biagio Antonacci e fuochi d’artificio finali.



Una ragione, anzi qualcuna in più, per i vicini di provincia e di regione a trascorrere una giornata a Salerno, mentre per tutti gli altri, invece, vale l’ invito caloroso della comunità salernitana, qui, infatti si trovano ben miscelati: l’accoglienza alberghiera e commerciale, l’eleganza e la pulizia della città, il divertimento, il gusto, la cultura, la movida giovane e lo shopping svagato, in sostanza tutto ciò che serve per scoprire Salerno, la città del poeta Alfonso Gatto e trovarsi a proprio agio nei giorni concessi alla vacanza.

Maria Serritiello
www.lapilli.eu

venerdì 3 dicembre 2010



Lillo & Greg, nomi d'arte di Pasquale Petrolo (Roma, 27 agosto 1962) e Claudio Gregori (Roma, 17 novembre 1963) sono due umoristi italiani.

Gli inizi

Lillo e Greg si conoscono lavorando insieme alla casa editrice ACME di Roma, per la quale erano entrambi impiegati come autori di fumetti comici come "Zio Tibia", di Lillo e Michelangelo La Neve e "Sergio" o "I Sottotitolati" di Greg. Quando nel 1991 la casa editrice fallisce i due, nonché l'intera redazione, si trovano senza lavoro. Decidono allora di proseguire la loro opera creativa in una dimensione tutta nuova, dando vita al gruppo musicale rock demenziale Latte & i Suoi Derivati.

Dopo varie difficoltà iniziali, i Latte & i Suoi Derivati esordiscono ufficialmente il 25 febbraio 1992 vincendo sia il Premio della Critica che il Premio del Pubblico, partecipando al festival di musica demenziale "Premio Ugola d'Oro" nel mitico locale "Classico" di Roma. Tutto ciò dà nuovo slancio al progetto che finalmente si concretizza.

L'anno successivo partecipano come ospiti alla 4A edizione del Festival di Sanscemo eseguendo in playback il brano "Alla fiera der tufello". Il gruppo continua poi ad esibirsi in vari locali di Roma, con un successo ed una notorietà sempre crescenti, e guadagnandosi poco a poco un pubblico di nicchia, ma fedele.

Su RAI Radio2 dal 2004 sono autori, insieme al regista Fabrizio Trionfera, e conduttori della trasmissione radiofonica 610 (SEI UNO ZERO) condotta in studio da Alex Braga. Visto il successo di pubblico, dal 2006 la programmazione diventa quotidiana. Ogni musica, dalla sigla di testa "Castelli Romani", interpretata da Antonella Aprea, (dalla stagione 2010/2011 verrà sostituita da una nuova sigla, "Didididi wally") a quella finale, sono composte da Greg e Attilio Di Giovanni. 610 (SEI UNO ZERO) è un caleidoscopio di personaggi e radio-fiction. "Pasquale Dianomarina" (campione di calabrese estremo) e il "Grande capo Estiqaatsi" sono diventati ormai dei cult. Le trasmissioni disponibili nel Podcast confermano 610 la trasmissione più scaricata di RAI Radio2






LA RECENSIONE
DI MARIA SERRITIELLO

“Comici liberi show” al “Ridotto” di Salerno

Sabato 27 e Domenica 28 novembre il palco del “Ridotto”, per la stagione teatrale 2010 -2011 “Che comico”, si è affollato di ben 4 comici: Fabian Grutt, Mago Mancini, Sergio Giuffrida e Filippo Giardina. 4 comicità diverse che, amalgamate bene insieme, hanno replicato per il pubblico, ormai competente del Ridotto, due serate di gradevolissimo divertimento.

A tenere le fila dello spettacolo e a presentare ad uno ad uno i comici suoi amici, sul palco, è stato il “Mago Mancini”, cabarettista, comico, oltre che esperto della magia. Mago Mancini, infatti, è noto per aver accostato al cabaret situazioni esilaranti di prestigiazione che il pubblico ha mostrato di apprezzare molto nelle due serate salernitane. Con la magia si ritorna immediatamente bambini e si evoca uno spettacolo pulito, ingenuo ma anche la curiosità, mai appagata, di scoprire i trucchi. Un gioco spassoso condito dall’inevitabile suspense, il bravo Mancini l’ha provato nel piccolo teatro della risata, ai danni di Michele, un simpatico spettatore della prima fila, preso di mira per tutta la serata da lui in particolare, ma anche dagli altri tre. Il gioco consisteva nell’apporre il braccio del malcapitato in una ghigliottina portatile per mostrare che la lama si abbatteva senza tagliarglielo. Il pubblico si è divertito molto alla gag, il braccio alla fine è stato risparmiato, ma Michele, tra le risate generali, ha sudato le classiche sette camice.

Fabian Grutt. Già il nome fa ridere e lo fa ancor di più quando si sa, detto da lui, che è napoletano, figlio di tedesco. Fabian e ci tiene a sottolineare che si chiama Fabian e non Fabio, si presenta in scena con il viso di bravo ragazzo, quello della porta accanto e con semplicità sciorina battute che non sono le solite conosciute, per chi ha frequentazioni di cabaret. Simpaticamente indolente tanto per contrastare l’efficientismo che circola in famiglia, condisce la sua comicità di gag e situazioni paradossali. E’ un capace monologhista, ha un curriculum artistico di tutto rispetto ed è arrivato secondo, quattro anni fa al premio Charlot.

Sergio Giuffrida. Dei quattro, che si sono esibiti al Ridotto, è il più immediato ed entra subito in sintonia con il pubblico per il verso in chiave comica del “Tronista”, il personaggio televisivo del pomeriggio nella trasmissione di Maria Di Filippo. Lui, del personaggio non ha nulla ed è proprio per questo che ha successo. Bonario, coatto per professione, nelle serate salernitane si è esibito in monologhi intelligenti, sulla vita di tutti i giorni, accompagnati da una mimica facciale molto espressiva. Anche il suo curricolo è denso di partecipazioni eccellenti.

Filippo Giardina Un comico sui generis, un comico più somigliante fisicamente ad uno studente universitario che ad un attore della risata. Alto, modi gentili, capelli scompigliati alla Sgarbi, è l’intellettuale del gruppo, il creativo a 90 gradi, infatti scrive poesie: “Agrodolce” 52 versi di umorismo gastronomico, più un racconto, compone raffinati monologhi e sostiene, con un’ eccezionale bravura, recitativa e di memoria, un monologo, di otto minuti, sulla situazione politica italiana. La sua è una comicità sottile, delle sue battute non va disperso niente e nulla ha disperso l’attentissimo pubblico salernitano.

Insomma i “Comici liberi show” sono una bella realtà del cabaret attuale, ognuno ha conservato la propria identità artistica, ognuno fa ridere a modo suo, nessuno fa da spalla all’altro, sono amichevolmente associati, forze unite, per creare uno spettacolo vario e doppiamente divertente e questo il pubblico l’ha capito e doppiamente apprezzato.

Prossimo appuntamento al “Ridotto”, il 4 ed il 5 dicembre con Teresa Lallo in “Punto e a capo”


Maria Serritiello

giovedì 2 dicembre 2010


ELLEKAPPA

« A: La democrazia è in pericolo?
B: Lo sapremo dopo la pubblicità. »

« A: Legalità!
B: Moderiamo i toni! »

Laura Pellegrini, conosciuta con lo pseudonimo di Ellekappa (Roma, 1955), è un'autrice di fumetti e disegnatrice italiana

Biografia

Diplomata in un istituto professionale per stilisti di moda, viene assunta in un ufficio ministeriale romano. Nei primi anni settanta entra nel circolo anarchico Carlo Cafiero; si avvicina in seguito al PCI e inizia a lavorare come illustratrice per il settimanale della FGCI “Città futura”.

L'esperienza le permette di scoprire il proprio talento come autrice di satira politica e di costume; negli anni successivi pubblica vignette su Linus, Satyricon (inserto satirico di Repubblica, che pure le dà spazio), Tango, Cuore, il manifesto, Noi Donne, L'Unità, Smemoranda e Corriere della Sera.

Con Gino e Michele ha inoltre collaborato come autrice di testi alla trasmissione televisiva Drive In e alla prima edizione di Striscia la notizia.

Inseguita da tutte le testate giornalistiche italiane, respinge regolarmente al mittente le richieste di interviste, centellinando nel contempo anche le apparizioni televisive, foss'anche come semplice spettatrice. Schiva e riservata nella vita privata, tanto da apparire timidissima, affida alla sua matita tagliente il ruolo di fustigatrice delle grossolanità, dei luoghi comuni, delle meschinità e degli interessi illegittimi presenti nella politica e nella società italiana

Le vignette di Ellekappa

Le vignette di Ellekappa sono solitamente in bianco e nero e non contengono elementi sullo sfondo, concentrando l'attenzione del lettore unicamente sui personaggi centrali. Nella maggior parte dei casi vi sono due donne, spesso con in mano un quotidiano, oppure davanti ad un televisore. Il tratto della vignettista è inconfondibile: i tratti dei personaggi sono marcatamente pasciuti e curvilinei, con occhi sporgenti, nasi appuntiti e menti pronunciati.

Spesso i personaggi affrontano temi di attualità, dalla politica al costume nazionale, con l'intento umoristico di smascherare i luoghi comuni, le idee preconcette, i facili slogan, e più in generale le peggiori abitudini della nostra società. La satira di Ellekappa, apertamente di sinistra, non si accontenta di scagliarsi contro la retorica e le contraddizioni degli avversari politici, ma è particolarmente graffiante quando si misura con i difetti e l'autolesionismo della sinistra italiana. Nella maggior parte dei casi, uno dei due personaggi espone il nucleo del problema affrontato e l'altro risponde con la battuta. Più raramente, un solo personaggio svolge entrambi i ruoli.

ELLEKAPPA CONTRO LA RIFORMA GELMINI UNIVERSITARIA

-"Questa riforma non è solo tagli"
-"Nei momenti di relax anche manganelli"







martedì 30 novembre 2010



Alessandro Bergonzoni (Bologna, 28 luglio 1958) è un comico, scrittore, autore e attore di teatro italiano

Biografia

Gli inizi
Dopo aver frequentato l'Accademia Antoniana e dopo essersi laureato in giurisprudenza comincia la sua collaborazione artistica con Claudio Calabrò. Già dai suoi primi lavori teatrali, Bergonzoni sviluppa i temi comici che lo caratterizzeranno nella sua figura di artista: l'assurdo comico, il rifiuto del reale come riferimento artistico e la capacità di "giocare" col linguaggio per creare situazioni surreali paradossali. Il suo debutto avviene a soli 24 anni con lo spettacolo teatrale Scemeggiata (1982). Nel 1986 partecipa al programma televisivo, trasmesso da Rai Uno e condotto da Loretta Goggi, Il bello della diretta.

Primi riconoscimenti

È solo dal 1987 però che Bergonzoni ottiene i primi riconoscimenti, sia da parte della critica, con la menzione speciale del premio I.D.I. 1988 per lo spettacolo Non è morto né Flic né Floc, che da parte del grande pubblico. Viene scoperto "televisivamente" da Maurizio Costanzo, e tra il 1988 e il 1989 aumenta le sue partecipazioni ai programmi radio-televisivi, tra cui Buona Domenica, Maurizio Costanzo Show e Babele. Sempre nello stesso comincia una serie di incontri con studenti universitari e liceali sui temi della comicità, incontri che durano tutt'oggi. Collabora con l'edizione dell'Emilia-Romagna de La Repubblica curando una rubrica settimanale dal titolo il s'abato di Alessandro Bergonzoni.

Nel 1989 vince con Le balene restino sedute la Palma D'Oro di Bordighera come miglior libro comico dell'anno. Da questo libro prende vita l'omonimo spettacolo teatrale che porterà in tournée per oltre due anni. Nel 1991 inizia la sua collaborazione con Radio2 per la quale realizzerà oltre 140 episodi di tre serie di trasmissioni quotidiane di tre minuti ciascuna : Zitta che si sente tutto, Il vento ha un bel nasino e Missione sguazzino.

Nel 1992 collabora con il Corriere della Sera e le riviste Max e Comix. Ha collaborato anche con le riviste letterarie Panta, Il racconto e Storie.

Avvia inoltre una collaborazione con il gruppo musicale Stadio che lo vedrà coinvolto nel 1991 come autore del "concept" presente nei credits dell'album Siamo tutti elefanti inventati (anche il bizzarro titolo è opera di Bergonzoni).
L'anno successivo continua la collaborazione col gruppo scrivendo il brano "L'appostamento" per l'album Stabiliamo un contatto.
Prosegue negli anni la collaborazione con gli Stadio, per i quali è ormai ideatore di fiducia dei titoli per i loro album: Di volpi, di vizi e di virtù, Il canto delle pellicole, Dammi 5 minuti e Donne & colori.

Nel 1995 vince il premio Saint Vincent e il premio Gradara Ludens.

Nel 1998 viene invitato dall'Istituto di Cultura italiana a Parigi per presentare una sintesi delle sue opere teatrali, questo gli fa prendere la decisione di tradurre la sua opera teatrale Zius in francese. L'anno successivo pubblica il libro Opplero-storia di un salto.

Nel 2000 intensifica le sue partecipazioni a Radio Rai e comincia una collaborazione con la Casa dei Risvegli - Luca de Nigris di cui diviene testimonial.

Nel 2001 scrive il testo della canzone "Bomba Boomerang" cantata da Piero Pelù.

Tra altre collaborazioni e vari altri lavori (Coma reading nel 2001, Carta bianca nel 2002 e tre anni di repliche di Madornale 33), nel 2003 scrive la sceneggiatura del suo primo lungometraggio. È intervenuto l'8 settembre 2007 al V-Day, organizzato da Beppe Grillo in Piazza Maggiore a Bologna.

Nel maggio 2009 è stato invitato a parlare alla Oxford University Italian Society. Nel 2008 e nel 2009, tiene lezioni magistrali al Festival della Filosofia di Modena-Carpi-Sassuolo

Spettacoli attuali
Nel 2007 debutta con lo spettacolo teatrale Nel.

Spettacoli teatrali
Alessandro Bergonzoni durante uno spettacolo nel 2004.Scemeggiata (1982)
Chi cabaret fa per tre (1983)
La regina del Nautilus (1984)
La saliera e l'ape Piera (1985)
Non è morto né Flic né Floc (1987)
Le balene restino sedute (1989)
Anghingò (1992)
La cucina del frattempo (1994)
Zius (1997)
Madornale 33 (1999)
Predisporsi al micidiale (2004); vincitore del Premio dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro
Nel (2007)
Urge (2010)

Libri
Le balene
restino sedute, Milano, A. Mondadori, 1989. ISBN 88-04-32952-1 vincitore nel 1990 della Palma D'Oro di Bordighera come miglior libro comico dell'anno
Quasiquanti. Articoli determinativi e non. Un perfect present, Bologna, Capriccio, 1990. ISBN 88-7055-124-5
È già mercoledì e io no, Milano, A. Mondadori, 1992. ISBN 88-04-35681-2
Motivi di soddisfazione accampati nel deserto, Milano, Lupetti, 1992. ISBN 88-85838-87-1
Dueruote. Guida d'uso e fantasia secondo il nuovo codice della strada, con altri, Roma, Stampa alternativa, 1993. ISBN 88-7226-121-X
La notte, con altri, Milano, Bompiani, 1993. ISBN 88-452-2079-6
Il grande Fermo e i suoi piccoli andirivieni, Milano, Garzanti, 1995. ISBN 88-11-62011-2
Silences. Teatro di Alessandro Bergonzoni, Milano, Ubulibri, 1997. ISBN 88-7748-197-8
Indovina. Racconto a misura d'uomo, 9 fermate, Milano, Subway letteratura, 1998.
Opplero. Storia di un salto, Milano, Garzanti, 1999. ISBN 88-11-62034-1
Scrivere e viaggiare. Racconti, con altri, Roma, Full color sound, 2004.
Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa, Milano, Bompiani, 2005. ISBN 88-452-3491-6
C'era una volta un re... ma morì. Fiabe che finiscono abbastanza bene, con altri, Torino, Einaudi, 2006. ISBN 88-06-18523-3
La vita in gioco. Eluana e noi, con altri, Milano, Ares, 2009. ISBN 9788881554669
Bastasse grondare, Milano, Libri Scheiwiller, 2009. ISBN 9788876446146
Cortometraggi
Piccola Mattanza (1996)

Film

Pinocchio di Roberto Benigni (2002) - nel ruolo di Mangiafoco
Quijote di Mimmo Paladino (2006) - nel ruolo di Mago Festone
Trasmissioni radiofoniche e televisive
il vento ha un bel nasino - Radio2 Rai (1992) vincitore nel 1992 del premio della critica radio/televisiva come migliore trasmissione comica dell'anno
Missione sguazzino - Radio2 Rai (1993)
Carta Bianca - Tele+Bianco (2002)