Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle
che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso.....

Pablo Neruda





martedì 7 settembre 2010

A Salerno letture senza confine nella Villa Carrara



A Salerno Letture senza confine nella Villa Carrara

E’ il quarto appuntamento, quello di giovedì 9 settembre, alle ore 20 di “Letture senza confine”che si terrà a Salerno nella Villa Carrara. A leggere sarà Beppe Costa che presenterà il suo libro “Anche ora che la luna” L’evento culturale è promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Salerno, in collaborazione con l’Associazione “Proteo- Fare- Sapere Campania” e con Multimedia Edizione –Casa della Poesia. Sarà presente lo storico della poesia Francesco Napoli che commenterà e dialogherà con il poeta.



Il Poeta



Beppe Costa, pseudonimo di Concetto Costa, scrittore, traduttore, editore e libraio è nato a Catania IL 25 agosto del 1941. Nato da famiglia poverissima, cresce in un ambiente ricco di libri, perché viene a contatto, per ragioni familiari, con l’editore Dante Muglia. Tra le esperienze giovanili vi è la partecipazione a diversi gruppi musicali locali negli anni del liceo e la scrittura di testi per il teatro. Pubblica il primo libro di poesie nel 1970 e nel 1978 conosce il poeta Dario Bellezza col quale inizia una grande amicizia ed una proficua collaborazione in ambito editoriale. Raggiunge notorietà con il libro Romanzo Siciliano, che tratta la vicenda, dal sapore autobiografico, di un intellettuale siciliano, nel suo scontro e nella sua denuncia del sud ed della mafia. Il successo del romanzo gli permette di conoscere Alberto Moravia e Dacia Maraini. Nel 1989, vince il premio Alfonso Gatto con la raccolta “Impaginato per affetto”.



Pareri critici



Giacinto Spagnoletti, scopritore di Pier Paolo Pasolini, riconosce nella poetica di Costa il disagio del vivere in ogni suo aspetto: dalla costante voglia di amare alla incompatibilità con il mondo che lo circonda

Vittoriano Esposito descrive Costa come l'ultimo autore post-romantico e neo-romantico: la continua ricerca (impossibile) di un amore puro, nella sua anima più intima, e la lotta contro il consumismo.

Luce D’Eramo definisce Costa poeta inquietante nel descrivere la quotidianità sia del terrore che dell’amore del vivere, il tutto intriso dello spirito siciliano che lo segue ovunque



Il sito: Villa Carrara



La villa, situata in via Posidonia (rione Pastena), risale al 1700 anche se presenta evidenti rimaneggiamenti ottocenteschi. La facciata, con portale in piperno e doppio loggiato su alto zoccolo, è caratterizzata da elementi stilistici classici e neogotici.

In origine la costruzione era circondata da un parco di circa 2 kmq, che si estendeva fino al mare. Di quel parco oggi rimane solo una piccola parte, che costituisce il giardino della villa, costituito da un’ampia aiuola circolare circondata da quattro aiuole, nelle quali vegetano palme, magnolie e pini. La tenuta era di proprietà dalla nobile famiglia Carrara, il cui ultimo discendente lasciò nel 1953 tutti i suoi averi al Sovrano Militare Ordine di Malta. È da ricordare il soggiorno nella villa di Giacomo Casanova, i cui particolari sono narrati dallo stesso nelle “Memorie”. Verso la fine del 1996 è stato ristrutturato e riaperto al pubblico il giardino, che rappresenta un importante punto di ritrovo. Nel 1997 sono stati intrapresi lavori di ristrutturazione della villa stessa.

Oggi la storica villa è sede di una biblioteca, ospita manifestazioni culturali ed è disponibile anche per la celebrazione di matrimoni civili.

E' aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle ore 12,30. I giorni di martedì, mercoledì e giovedì anche dalle ore 17,10 alle ore 18,50.



Maria Serritiello


SALERNO:CIO'CHE RICORDO E I CAMBIAMENTI IN OPERA

lunedì 6 settembre 2010



UN IMPROVVISO DESIDERIO, STAMANE, DI GARCIA LORCA.

CANZONE PRIMAVERILE

I

Escono allegri i bambini

dalla scuola,

lanciando nell'aria tiepida





d'aprile tenere canzoni.

Quanta allegria nel profondo

silenzio della stradina!

Un silenzio fatto a pezzi

da risa d'argento nuovo.


II


Vado pel cammino della sera,

tra i fiori dell'orto,

lasciando sulla strada

l'acqua della mia tristezza.

Sul monte solitario

un cimitero di paese

sembra un campo seminato

di semi di teschi.

E sono fioriti cipressi

come teste giganti

che con orbite vuote

e chiome verdognole

pensosi e dolenti

l'orizzonte contemplano.

Divino aprile, che vieni

carico di sole e di essenze,

colma di nidi d'oro

i teschi fioriti!


Granada, 28 marzo 1919






domenica 5 settembre 2010



Il 5 settembre 1840 venne rappresentata alla Scala di Milano la seconda opera buffa di Giuseppe Verdi:Un giorno di regno.

Verdi si ritrovò a dover comporre un'opera buffa per la stagione del 1840. In tempi stretti, dovette comporre la musica per l'opera, e lo stesso librettista Romani non si scomodò a fare un nuovo libretto, ma rispolverò uno dei suoi vecchi libretti e lo adattò alla musica. Per Verdi fu un infelice periodo per comporre l'opera, dovuto alla morte della prima moglie, Margherita Barezzi e dei due figli. Inoltre il libretto, scritto da Romani nel 1818, molto prima di intraprendere la gloriosa collaborazione con Vincenzo Bellini, rappresentava un gusto teatrale ormai del tutto superato.

L'opera fu un fiasco totale, tanto che fu ritirata la sera stessa del debutto

Ripresentata al Teatro San Benedetto di Venezia l'11 ottobre del 1845, col titolo Il finto Stanislao, riuscì ad ottenere un lusinghiero successo (infatti il vero motivo per cui cadde alla Scala fu il libretto poco attuale più che il lutto famigliare, perché la musica, ispirata a Rossini e a Bellini, non presenta alcuna mancanza, sapendo che Verdi era comunque al suo secondo esordio).

Oggi quest'opera viene rappresentata raramente, pur non mancando di arie pregevoli come quella del Cavalier Belfiore "Compagnoni di Parigi" o quella carica di lirismo della Marchesa del Poggio "Grave a cor innamorato". La sinfonia è segnata dall'inconfondibile energia di Verdi, come anche i concertati finali del primo e secondo atto.

Trama

Atto I

Nel castello del decaduto barone di Kelbar ( basso buffo) si fanno due sposalizi: quello di sua figlia Giulietta (mezzosoprano) col tesoriere Della Rocca (basso buffo) e quello della marchesa Del Poggio (soprano) col conte Ivrea (tenore). Ospite di Kelbar è il re di Polonia, Stanislao alias il cavalier Belfiore (baritono), già fidanzato della marchesa, che si è prestato alla finzione per consentire al vero monarca di combattere i suoi nemici in incognito. Frattanto Edoardo (tenore), nipote spiantato del tesoriere e amante di Giulietta, è disperato e vuole arruolarsi sotto Stanislao. La marchesa, giunta al castello, vuole aiutare i due giovani al pari del finto re, che offre al tesoriere un importante incarico se rinuncia alle nozze. Quando il barone cerca il Della Rocca per la sigla del contratto nunziale, questi di conseguenza rifiuta e tra i due scoppia un litigio furibondo. Accorre la marchesa con Edoardo e Giulietta, e compare anche il re, indignato per il troppo chiasso. Il barone è costernato per la figuraccia fatta coll'illustre ospite.


Atto II
Edoardo confida ai servitori la sua tristezza. Il finto Stanislao concretizza l'offerta al tesoriere, che ha col barone un secondo litigio buffonesco. In separata sede, la marchesa Del Poggio e il sedicente re si affrontano in una serie di schermaglie. La donna pensa di riconoscere l'antico amante, ma Belfiore insiste nella finzione. Viene annunciato il conte Ivrea e l'imminente matrimonio della marchesa, mentre Edoardo si dispera con Giulietta perché, se anche lo zio rinunciasse a lei, egli dovrebbe arruolarsi comunque col re. Questi, sopraggiunto Ivrea, usa la sua autorità per impedire il matrimonio con la Del Poggio. In extremis una lettera del vero Stanislao chiarisce il tutto, esonerando il cavaliere dalla simulazione, ma non prima che egli abbia strappato al barone, con un'ultima "régia" imposizione, il consenso a maritare Giulietta a Edoardo. La marchesa si riconcilia subito col vecchio fidanzato. Le due nozze iniziali si fanno, ma con mariti diversi. Tripudio generale. Infine il barone, il tesoriere e il conte Ivrea fanno buon viso a cattivo gioco.









sabato 4 settembre 2010



4 -9-1972 Il nuotatore Mark Spitz vince la sua settima medaglia d'oro alle Olimpiadi di Monaco. Il suo record di sette ori in un'unica edizione dei Giochi rimarrà imbattuto fino al 2008, quando Michael Phelps conquisterà 8 medaglie d'oro durante le Olimpiadi di Pechino

Mark Andrew Spitz (Modesto, 10 febbraio 1950) è un nuotatore statunitense, ritiratosi dall'attività agonistica in seguito alle straordinarie imprese da lui compiute alle Olimpiadi del 1972.

Nato in una famiglia ebrea di Modesto in California, primo dei tre figli di Arnold e Lenore Smith Spitz . Spitz ha detenuto a lungo il record del maggior numero di medaglie d'oro vinte in una singola edizione dei Giochi olimpici (sette), che stabilì a Monaco 1972 (la settima venne vinta il 4 settembre).

Nel 1968, Mark Spitz partecipò alla sua prima Olimpiade a Città del Messico. Assieme ai suoi compagni di squadra, Spitz vinse due titoli: nelle staffette 4 x 100m e 4 x 200m stile libero. Inoltre, giunse secondo nei 100m farfalla e terzo nei 100m stile libero. Nonostante questi successi, Spitz era deluso, in quanto aveva preannunciato la vittoria di cinque ori, cosa che gli era già riuscita ai Giochi panamericani del 1967.

Quattro anni dopo, a Monaco di Baviera, Spitz ebbe la sua rivincita. In quell'edizione vinse sette medaglie d'oro, un'impresa superata solo da Michael Phelps alle Olimpiadi di Pechino 2008. A rendere ancor più rimarchevole l'impresa, Spitz stabilì il record del mondo in tutte e sette le gare che lo videro vincitore (100m e 200m stile libero, 100m e 200m farfalla, 4 x 100m e 4x200m stile libero, e infine 4 x 100m mista).

Benché avesse solo 22 anni, Spitz abbandonò il nuoto dopo i Giochi di Monaco.

Nel 1977 fu inserito nella International Swimming Hall of Fame, la Hall of Fame internazionale degli sport acquatici.

All'età di 41 anni, Spitz cercò di ritornare alle competizioni tentando di qualificarsi per le Olimpiadi di Barcellona 1992, dopo che il produttore cinematografico Bud Greenspan gli offrì il pagamento di un milione di dollari se fosse riuscito nell'impresa. Ripreso dalle cineprese di Greenspan, Spitz non riuscì ad andare sotto il tempo limite per la qualificazione.


Olimpiadi
Città del Messico 1968: oro nelle staffette 4x100m e 4x200m sl, argento nei 100m farfalla e bronzo nei 100m sl.
Monaco di Baviera 1972: oro nei 100m e 200m sl, 100m e 200m farfalla e nelle staffette 4x100m sl, 4x200m sl e 4x100m misti.
Giochi panamericani
1967 - Winnipeg: oro nei 100m e 200m farfalla.

Salerno,l' estate non finisce



L’estate non finisce a Salerno e provincia con gli spettacoli all’aperto che si moltiplicano. Un’occasione in più per gustare, sia varietà di cibo sia per visitare siti storici, archeologici e naturalistici.

A Pontecagnano dal 4 settembre prende il via la tredicesima edizione della Festa della pizza. La bella novità di quest’anno, per incoraggiare le visite, è l’entrata è gratis, sia che si consuma o meno.

***Museo archeologico di Pontecagnano

Il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano è intitolato agli 'Etruschi di Frontiera' e raccoglie i reperti provenienti dal centro villanoviano ed etrusco-campano di Pontecagnano. Si tratta di un patrimonio di inestimabile valore, il cui nucleo più consistente è rappresentato dai reperti provenienti dalle oltre 9000 sepolture scavate nelle necropoli di Pontecagnano negli ultimi cinquant’anni.

A Gaiano di Fisciano, dal 2 al 5 settembre si svolge la “Sagra della nocciola e del cinghiale” che quest’anno è giunta alla 26° edizione

***Oasi di Frassineto

L'area naturalistica Frassineto ha una superficie di oltre 90 ettari ricoperta interamente da bosco ceduo. Deve la sua denominazione al frassino, largamente presente. L'area dista circa 15 km da Salerno ed è situata ad un'altitudine media di 650 metri nella fascia di territorio tra le zone boscate dette 'Acqua dei faggi' e 'Costa della traversa', sulla pendice occidentale dei Monti Picentini. Il perimetro dell'area coincide per un buon tratto, con la strada comunale che collega la frazione di Gaiano (Fisciano) con i comuni di Calvanico a nord e Castiglione dei Genovesi a sud.

A “Gusta Minori”, il 3 e 4 settembre è presente la gastronomia, la tradizione e lo spettacolo.

***Basilica di S.Trofimena

Le vicende storiche di Minori sono strettamente legate al culto e alla venerazione per la Santa Martire Trofimena di Patti, di cui, per più di un millennio, la cittadina ha conservato gelosamente le reliquie. L’urna contenente i resti della Santa fu rinvenuta, come riporta la tradizione, sulla spiaggia di Minori forse tra il VI-VII secolo.
Riconosciuta subito come Santa, i cittadini di Minori edificarono in suo onore un’imponente Basilica, ma le sue reliquie furono trasferite ad Amalfi per timore delle incursioni dei Longobardi che, nonostante ciò, nell’anno 839 riuscirono a trafugarle e a trasportarle a Benevento per opera del principe Sicario. Per intercessione del principe Radelchi e del Vescovo di Benevento, le sacre spoglie della Santa furono riportate a Minore dagli Amalfitani con solenne processione di clero e di popolo il 13 luglio 840 e nascoste gelosamente nella Basilica che nel 987, con l’elevazione di Minori a sede vescovile, divenne la cattedrale minorese.

La facciata principale, di leggero gusto barocco, che si eleva da un sacrato recintato da una balaustra in pietra, presenta in una nicchia al di sopra dell’ingresso principale il busto della Santa di fattura tardo barocco; su quelli laterali, in due ovali, i busti dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e tra le otto lesene ornate con capitelli compositi in stucco, le statue degli Evangelisti.
A lato della chiesa è l’alto campanile a pianta quadrangolare di stile neoclassico diviso in altezza in tre ordini decorati con lesene e ampi finestroni arcuati in cui si intravedono le maestose campane.

A Baronissi “La giostra dei lanaioli” da venerdi’ 3 a domenica 5 settembre

.*** Convento francescano

Il Convento francescano è ubicato su di una collina che domina il fondo valle di Baronissi. Una leggenda settecentesca attribuisce la fondazione nell'1212 a Fra' Simone di Assisi, Fra' Giacomo e Frate Agostino, primi seguaci di San Francesco. Studi e ricerche lo fanno risalire al '400. Dopo il terremoto del 1980, parte del Convento, che per lunghi anni ha ospitato la Scuola Media, è stato utilizzato come sede provvisoria del Comune di Baronissi.
Annessa al Convento, è la Chiesa della SS. Trinità che, nella sua struttura attuale, risale al 1695. La chiesa con pianta a croce latina, presenta una navata unica ( 52 m. x 15 m. ) sulla quale si aprono 14 cappelle laterali, 7 per ogni lato. Per tutta la navata ed il transetto corre una balaustra di legno. Anche il soffitto della navata centrale è in legno e risale all'anno di costruzione, con tre tele del Seicento. Il portale è formato da due parastre di ordine dorico, sormontate da un timpano ad arco spezzato; al centro del timpano, una maiolica raffigura la santissima trinità.

Da venerdì 3 a domenica 5 settembre a Cava dei Tirreni si può assistere alla “Festa medievale”

***Badia di Cava dei tirreni

Il fondatore della badia fu S.Alferio, nobile salernitano- già familiare ed ambasciatore del principe di Salerno Guaimario III- che nel 1011 si ritirò sotto la grande grotta "Arsicia" per menarvi vita eremiticaL'accorrere dei discepoli, attratti dalla sua santità, lo indusse a costruire un monastero di modeste dimensioni. Egli però continuò ad abitare un piccolo vano della grande grotta, che si era scelto come cella, ed in questa, in età molto avanzata, morì e fu sepolto. Era il 12 aprile 1050.

Ed infine, presso il castello di Arechi di Salerno, per la manifestazione “Salerno Arechi Festival” concerto di musica jazz del duo Dario Deidda e Julian Oliver Mazzariello(4 settembre) e ritmo latino con i “Cuban Stories”, sempre il 4 settembre.

***Castello di Arechi

Il Castello di Arechi è un castello medievale, situato ad un'altezza di circa 300 metri sul livello del mare, che domina la città ed il golfo di Salerno. È detto di Arechi perché la costruzione di questa fortificazione si associa, tradizionalmente, al duca longobardo Arechi II. La più antica fase costruttiva, secondo alcune indagini archeologiche, risale al VI secolo ed è opera di maestranze goto-bizantine.

Il castello, tuttavia, assunse grande importanza militare nell' VIII secolo, con il principe longobardo Arechi II che, seppure non introdusse particolari modifiche al fortilizio, ne fece il cardine del sistema difensivo della città.

Maria Serritiello
Da "lapilli" periodico culturale in web www.lapill.eu

venerdì 3 settembre 2010

Personale di Daniela Capuano a Teggiano


Personale di Daniela Capuano a Teggiano

Il 5 settembre prossimo, alle ore 19, a Teggiano (Sa), presso il Chiostro della Chiesa di San Francesco, s’inaugura “Il mondo di Fiò” la personale di pittura di Daniela Capuano. Di lei, *Maria Gabriella Mancini, scrive "i quadri portano la firma di Fiò, lo pseudonimo dietro al quale si trincera l’artista, che evoca la timidezza di un fiore in sboccio. I colori che Daniela usa, per trasformare in tratti la sua quotidianità sognante ma ricca di particolari del passato, non son sono mai accesi, sono sfumati come del resto lo deve essere il sogno". Amore, maternità, fratellanza, sono i temi principali della sua pittura ed ecco in esposizione : “Con l’innocenza di un bambino”, “La purezza”, “A mio figlio”, “Riflessione” “Non delle rose” e “Chi voglio essere”, dipinti che meglio esprimono tutto il suo bel mondo interiore e nel quale conserva intatta la sua innocenza, la sua purezza di pensiero, malgrado il contatto con il mondo esterno così diversificato. Una nicchia l’ animo di Daniela, per ricoverare incontaminati tutti i suoi pensieri, le sue emozioni e tutte le esperienze affrontate, che l’hanno arricchita e mai cambiata.



*Maria Gabriella Mancini,scrittrice/sceneggiatrice, premio nazionale Alfonso Gatto.



Il Covento di San Francesco



La costruzione della Chiesa e dell'annesso Convento risale ai primissimi anni del XIV secolo, come attesta l'iscrizione posta sull'architrave del portale ,datato 1307. La pianta del convento ha uno schema “a fienile “ come lo sono per lo più tutti i conventi dell’ordine dell’area mediterranea. Di notevole interesse gli affreschi: Scene della vita di San Francesco, eseguiti da ignoto maestro nella prima metà del XIV secolo e Santi Francescani con San Michele Arcangelo, della seconda metà del XV secolo. Preziosi anche gli stalli del coro cinquecentesco e il chiostro con il pozzo centrale.



**La mostra resterà aperta fino al 13 settembre, tutti i giorni dalle 20,00 alle 23,00



Maria Serritiello

mercoledì 1 settembre 2010



« Siamo di quella generazione in cui l'attore sapeva di entrare nelle case senza suonare il campanello, e quindi ci entrava con la cravatta e con garbo »
(Sandra Mondaini )


Sandra Mondaini (Milano, 1º settembre 1931) è un'attrice e conduttrice televisiva italiana.

Prevalentemente attrice comica, la sua carriera artistica è stata strettamente legata a quella di suo marito, Raimondo Vianello, col quale ha formato una delle coppie più celebri ed amate della televisione italiana.

Figlia di Giuseppina Lombardini e di Giacinto "Giaci" Mondaini, pittore e umorista della rivista satirica Il Bertoldo, all'età di sei mesi diventa già famosissima grazie al padre che la lancia come piccola modella per una campagna contro la tubercolosi; tale successo la porta all'età di due anni ad essere nuovamente protagonista della campagna antitubercolare comparendo su francobolli e manifesti murali.

Verso la metà degli anni Quaranta, dovendo aiutare la famiglia in difficoltà economiche, Sandra comincia a lavorare come modella per il settimanale femminile Mani di fata, poi per il noto fotografo Luxardo e per Borsalino, la famosa casa di cappelli.

Debutta nel 1949 nella commedia Ghe pensi mi di Marcello Marchesi al Teatro Olimpia di Milano, accanto a Tino Scotti e Franca Rame. Nel 1953 inizia la carriera come attrice cinematografica e nel 1955 entra nella compagnia di rivista di Erminio Macario come soubrette

Nel 1958 conosce Raimondo Vianello, il quale quattro anni dopo diventerà suo marito, nonché inseparabile compagno di vita e di lavoro; con Raimondo comincia subito a lavorare in teatro, in Sayonara Butterfly, parodia dell'opera di Puccini.

Il primo grande successo televisivo arriva con la conduzione di Canzonissima 1961, in cui Paolo Poli e la Mondaini interpretano i "bambini terribili" Filiberto e Arabella in sketch indimenticabili. Sandra conquista con la sua professionalità e simpatia un posto di rilievo nei cuori degli italiani. Nello stesso anno gira il film per la TV Ferragosto in bikini e per il cinema i film La ragazza sotto il lenzuolo, Le magnifiche sette, Bellezze sulla spiaggia con Joe Sentieri, Valeria Fabrizi e Walter Chiari e Scandali al mare con Gino Bramieri, Carlo Dapporto, Paola Quattrini, Bice Valori e Raimondo Vianello.


Sandra Mondaini col marito Raimondo Vianello nel giorno del loro matrimonio; seduto di fronte, è riconoscibile Ugo Tognazzi.Nel 1962 viene chiamata a condurre nuovamente Canzonissima affiancata da Tino Buazzelli e gira il film Il giorno più corto diretto dal regista Sergio Corbucci. Nello stesso anno incide anche con Walter Chiari e Lucio Flauto I dialoghi degli snob.

Nel 1963 l'umorista Marcello Marchesi, al suo esordio televisivo con Il signore di mezza età, sceglie Sandra Mondaini come interprete di Crudelia Delor, caricatura che si ispira al personaggio di Crudelia Demon della disneyana Carica dei 101; con Lina Volonghi e Marcello Marchesi, ironizzavano sul piccolo schermo, sul boom economico, sui vizi degli italiani, e sull’età che avanzava.

Poi con Raimondo Vianello riscuote ancora grandissimo successo in televisione con numerosi spettacoli. Nel 1972 sono i protagonisti dello show Sai che ti dico; inoltre Sandra torna in teatro con Pippo Baudo nella commedia musicale L'ora della fantasia (da cui Billy Wilder trasse Baciami, stupido). Il 1973 vede Sandra impegnata ancora in televisione in Ah l'amore! assieme a Piero Parodi e Franca Valeri; il 30 dicembre 1973 partecipa allo spettacolo di fine anno 73... ma li dimostra, accanto al Quartetto Cetra, Valeria Fabrizi e Adriano Celentano. Nel 1974 la coppia torna in tv con lo spettacolo Tante scuse, seguito l'anno successivo da Di nuovo tante scuse dove Sandra incide anche la sigla del programma, basata sull'effetto di uno scioglilingua. Sandra dimostra ancora una volta di essere una grandissima attrice, presentatrice, cantante e ballerina.
Nel 1982, sempre insieme al marito, è tra i primissimi artisti di grande popolarità a lasciare la RAI per approdare sul neonato network televisivo privato della Fininvest, con lo show Attenti a noi due, in onda su Canale 5, cui faranno seguito diversi altri spettacoli di intrattenimento insieme all'inseparabile Raimondo, tra cui ricordiamo Attenti a noi due 2 nel 1983 e Sandra e Raimondo Show del 1987 con Cinzia Lenzi e Steve Lachance. Nel 1987 partecipa inoltre alla trasmissione La giostra condotta da Enrica Bonaccorti curando la rubrica Ok bimbi e incidendo la sigla dal titolo Quanto costa sognare. Nel 1982 e nel 1984 è autrice e presentatrice della trasmissione tv Il circo di Sbirulino a cui partecipa anche Tonino Micheluzzi e dove Sandra è protagonista assoluta con il suo Sbirulino. Nel 1983 partecipa alla puntata del sabato del game show Zig zag condotto da Raimondo, fino a diventare presenza fissa e co-conduttrice nelle seguenti edizioni, dal 1984 al 1986. Dal 1988 al 1990 è ospite fissa su Canale 5 del quiz televisivo Il Gioco dei 9, anch'esso condotto dal marito Raimondo.

A dieci anni dalla nascita della televisione commerciale, nel 1990 la coppia Vianello Mondaini viene chiamata a condurre una puntata del varietà Buon compleanno Canale 5 con Heather Parisi, presenza fissa del programma; insieme a Mike Bongiorno, Corrado e Marco Columbro, l'11 gennaio 1991 tornano a presentare la puntata finale della trasmissione. Dal 1991 al 1993 riporta in scena il pagliaccio Sbirulino affiancando Marco Columbro e Lorella Cuccarini nella conduzione di Buona Domenica, prima diretta della televisione commerciale.

Dal 1988 al 2007 Sandra e Raimondo sono i protagonisti di Casa Vianello, la sit-com più famosa e longeva prodotta dalla televisione italiana

A giugno 2008, Sandra e Raimondo tornano sul set e sono i protagonisti del film tv Crociera Vianello, in onda sabato 13 dicembre 2008 in prima serata su Canale 5; nel cast anche Tosca D'Aquino, Massimo Wertmuller, Fabio Fulco e Sabina Began. Il 10 dicembre 2008, durante la conferenza stampa di presentazione del suo ultimo lavoro televisivo, Crociera Vianello, ha annunciato commossa la sua decisione di lasciare il mondo dello spettacolo a causa delle sue sempre più precarie condizioni di salute che non le consentono di stare in piedi con facilità e la costringono su una sedia a rotelle[1]. L'attrice è infatti affetta da vasculite, una malattia dei vasi sanguigni che le procura dolori lancinanti ad ogni movimento. Nonostante ciò, sempre nel mese di dicembre, partecipa come da tradizione allo spot natalizio Mediaset che augura a tutti buon Natale e un felice anno nuovo. A gennaio 2009 torna in tv come ospite d'onore della prima puntata del serale del talent show Amici condotto da Maria De Filippi.

Molto provata e malata, nel settembre 2009 non rinuncia a partecipare ai funerali di Stato di Mike Bongiorno; la Mondaini concede interviste in ricordo del caro amico e collega scomparso e si presenta alle esequie sulla sedia a rotelle, ricevendo l'applauso del pubblico che non la vedeva da diverso tempo.

Anche a seguito di esperienze personali (lei stessa e Raimondo Vianello sono stati affetti dal cancro[2]), Sandra Mondaini è impegnata da anni in innumerevoli iniziative per la raccolta di fondi per la ricerca contro il cancro.

Il 15 aprile 2010 muore all'età di 87 anni il marito Raimondo Vianello.

Successivamente, visto lo stato piuttosto compromesso, viene ricoverata per tre settimane nella casa di cura San Rossore di Pisa assistita dal Professor Cassano, lo psichiatra che già in passato guarì l'attrice da una grave depressione.

Il 6 luglio 2010 viene nuovamente ricoverata nella clinica San Rossore a causa di gravi problemi respiratori in terapia subintensiva[3]; successivamente le sue condizioni migliorano tanto da concedere un'intervista audio al TG5 dove rassicura tutti i suoi fan ringrazionadoli per il grande sostegno che le danno.

Il 1 agosto 2010 la trasmissione di Canale 5 Bikini trasmette un'intervista, concessa al giornalista Fabio Marchese Ragona in solo audio, in cui Sandra Mondaini ringrazia con sentito affetto tutti coloro che si sono interessati di lei e della sua salute nelle settimane successive alla dolorosa perdita di Raimondo e durante il suo ricovero a Pisa nel mese di luglio.